Recensione manga – Dengeki Daisy

pubblicato il 16 marzo 2010 in News

Dengeki Daisy

Dengeki Daisy è un manga di Motomi Kyousuke, ancora in corso e al diciottesimo capitolo. Di genere shojo, parla di vita scolastica. Protagonista è Teru, che mi è piaciuta fin dalle primissime pagine: il fratello muore e lascia alla ragazza un cellulare dicendole che Daisy si prenderà sempre cura di lei. Teru scrive a Daisy che sta benissimo, che si diverte e va tutto bene: invece a scuola la ragazza viene bulleggiata, tra gli altri motivi perchè è povera. Insomma: un classico. Lei però si difende sempre, mostra carattere e non si fa abbattere da nessuno.

Un giorno viene per caso avvicinata da un certo Kurosaki Tasuku, un bel ragazzo che lavora nella scuola e che si è accorto che un vetro dell’edificio è stato rotto: la responsabile è proprio Teru ed è giusto che paghi. I due iniziano a lavorare insieme: o meglio, lei lavora e lui gioca a mahjong.

E’ annunciata da subito la storia d’amore tra i due: sarà senza dubbio inevitabile che lei si invaghisca di lui. La faccenda inizia poi a farsi interessante: dei dati nel pc della scuola che i due frequentano vengono bloccati di proposito da un insegnante. Si scopre che Daisy, oltre a proteggere Teru è anche un ottimo hacker e, in breve, riesce a sbugiardare davanti a tutti l’insegnante truffatore entrando nel pc della scuola e mandando addirittura in stampa i dati in cui dimostra che il professore si è intascato dei soldi. Daisy dunque è buono o cattivo? Come lavoro fa…l’hacker?

Dengeki DaisyDengeki Daisy

Restano da scoprire dunque diversi particolari: chi è Daisy, perchè aiuta Teru? Un manga simpatico, improntato su un semplice cellulare: che voglia simboleggiare la solitudine di cui soffrono molto i Giapponesi? Pur non essendo applicabile la teoria a degli studenti, moltissimi Giapponesi lavorano la maggior parte della giornata e solo la sera, tornando a casa, aprono il cellulare e leggono le mail personali.

Il loro stile di vita non agevola certo rapporti sociali e amicizie: credo quindi la scelta proprio del telefono come simbolo dell’essere sempre soli. Il caso di Teru è diverso: i componenti della sua famiglia sono morti, lei va a scuola, è vero, ma non ha fatto molte amicizie. Anche lei dunque si rivolge ad un telefono con all’altro capo qualcuno di assolutamente sconosciuto per trovare paradossalmente conforto a fine giornata.

Ma non soffermiamoci troppo su questa possibile interpretazione della vicenda: questo è sempre uno shojo quindi prendiamolo con leggerezza e guardiamolo soprattutto dal lato romantico! Come detto una lettura piacevole, promettente, con protagonisti simpatici: Teru è veramente adorabile, non si fa abbattere da nulla! Tatsuku è invece il tipico protagonista maschile, molto cool ma con un lato protettivo da non sottovalutare! Buona lettura!

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Fonte: comicsblog

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